Istruzione classica e alternanza scuola-lavoro
Dentro i percorsi formativi dellistruzione classica, percorsi non professionalizzanti e aperti a diverse e successive scelte post-diploma, lesperienza di alternanza scuola-lavoro non può che assumere particolari significati:
può essere esperienza forte di orientamento;
può stimolare o segnare importanti acquisizioni culturali.
Va adeguatamente preparata:
con alcune attenzioni metodologiche e attraverso la fornitura di conoscenze e criteri di lettura;
realizzando, anche durante lanno scolastico, esperienze di incontro con realtà lavorative curate come occasioni di ricerca (raccolta di dati e osservazioni, colloqui-intervista, piccolo seminari...) da concordare con aziende, servizi, ...
La situazione presente mette in rilievo alcuni punti di debolezza:
la mancanza di esperienze significative e sufficientemente generalizzate;
una certa distanza culturale da temi e problemi che attengono alla sfera delleconomia e dellorganizzazione del lavoro;
la scarsa o sporadica riflessione sviluppata nei curricola dellistruzione classica sui recenti e profondi mutamenti del lavoro e delle professioni.
Allo stesso tempo possono diventare punti di forza:
la stessa "distanza" tra scuola e lavoro che può lasciare spazio per lesame, lo studio critico, losservazione;
la possibilità di utilizzare approcci disciplinari non tecnici o specialistici e settoriali;
le motivazioni culturali e orientative.
Nodi problematici attorno a cui organizzare conoscenze, informazioni, mappe cognitive
Tenendo conto dei profili professionali, delle aree di mercato del lavoro, delle funzioni verso le quali aprono i percorsi formativi dellistruzione classica, si possono individuare questi nodi
le "biografie professionali" dei quadri intermedi, delle figure dirigenti, degli operatori e coordinatori dei servizi, dei lavoratori autonomi;
modelli organizzativi, impresa e cambiamento: competenze e figure professionali per la trasformazione;
saperi specialistici e saperi "di transito": lavorare sulla innovazione;
lavorare sulle reti medie e lunghe, le nuove tecnologie e il rapporto con la diversità.
Si tratta poi di provare mettere a fuoco e sperimentare come:
rendere "visitabili" e "leggibili" i luoghi del lavoro interessanti (aziende, servizi, centri di ricerca, uffici di consulenza, ...) alla luce dei nodi problematici sopra proposti;
preparare adeguatamente i ragazzi (e gli insegnanti) per una esperienza di osservazione e di ricerca durante gli stages, le visite di istruzione, gli incontri-intervista nelle aziende.
Lorizzonte nel quale disegnare e ricomporre esperienze e conoscenze, nel quale pre-figurare i percorsi dentro le professioni degli studenti, può essere segnato da questi quattro tratti:
è il lavoro che si scompone e si "territorializza"
è il lavoro "comunicativo" che si "globalizza"
è il lavoro di produzione di servizi; gli oggetti immateriali
è il lavoro come esperienza di autonomia e di cooperazione tra competenze
Le recenti riflessioni sullorizzonte vengono da diversi approcci interdisciplinari. Si possono richiamare i lavori di:
Eugène Enriquez (Oltre laziendalizzazione della vita lavorativa)
Christian Marazzi (Il posto dei calzini)
Aldo Bonomi (Il capitalismo molecolare)
Giovan Francesco Lanzara (Capacità negativa)
Franca Olivetti Manoukian (Produrre servizi).
Un corso di aggiornamento per docenti
Una occasione formativa rivolta a docenti di Licei Classici, Scientifici, Artistici ed Istituti Magistrali sperimentali, può essere un utile supporto per progettare ed aprire esperienze di incontro non casuale tra scuola e mondo del lavoro.
Il corso di aggiornamento che qui si propone prevede:
comunicazioni teoriche o informative, o studi di caso su elementi di scenario svolte da esperti esterni al mondo della scuola;
momenti di visita presso aziende e servizi (incontri con figure dirigenti o di coordinamento; partecipazione in piccoli gruppi a momenti di staff di verifica o di programmazione...);
incontri con consulenti di organizzazioni e con formatori (di gruppi industriali, di strutture di servizio, di agenzie formative...) per una messa a fuoco :
della domanda formativa delle aziende, dei servizi, del terzo settore;
delle modalità formative applicate oggi sui luoghi di lavoro o per laggiornamento professionale;
momenti di riflessione sullo statuto epistemologico delle discipline al fine di cogliere le interconnessioni possibili, quelle su cui si vanno definendo (nelle aziende e nei centri di ricerca o nei servizi) le fisionomie delle professioni che si occupano di integrazioni tra saperi specialistici, tra competenze e ruoli diversi.
Una figura di tutor accompagnerà lo sviluppo dei seminari del percorso formativo dei docenti.
prima fase: marzo - maggio 1999
seconda fase: ottobre - dicembre 1999
La stesura del progetto è stata curata da Ivo Lizzola, Walter Tarchini, Brunella Sarnataro su incarico del nucleo di coordinamenti del provveditorato.
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